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Lorenzo de Medici a difesa di Roberto Sanseverino

Lorenzo de’ Medici a difesa di Roberto Sanseverino

I rapporti tra Lorenzo de’ Medici e Roberto Sanseverino emergono con particolare chiarezza dalla corrispondenza diplomatica degli anni Settanta del Quattrocento.

In una delle lettere raccolte nelle Lettere di Lorenzo de’ Medici, il Magnifico interviene in merito alla posizione del condottiero, oggetto delle accuse provenienti dall’ambiente politico milanese dominato da Francesco Simonetta, detto Cicco.

La posizione di Lorenzo de’ Medici

Lorenzo mantiene un atteggiamento diplomatico e prudente. Dichiara la propria disponibilità ad accordarsi con il parere dei duchi di Milano, ma invita contemporaneamente a valutare con attenzione le conseguenze di un definitivo isolamento del Sanseverino.

«Diciamo che sempre siamo dispostissimi acordarci con ogni loro parere, ma prima voliamo, come si conviene fra buoni amici, conferire in questo caso il parere nostro colle ill.me signorie, et liberamente dire quello che ne occorre, con intentione però, come è decto, di fare quello che finalmente a loro sarà paruto.»

Il rischio di allontanare Roberto Sanseverino

Il passaggio più significativo riguarda la valutazione che Lorenzo dà del peso politico e militare del condottiero.

«Noi molto dubitiamo, quando messer Ruberto intenderà esser destituito d’ogni refugio, che possi fare qualche scandalo et inconveniente; et è pure huomo di conto et di stima assai, et da trovare o in Italia o altrove qualche luogho dove entrare, et perturbare in qualche parte et alterare le cose di Italia, maximamente quando venisse qualche tempo d’altra qualità che non è il presente.»

Lorenzo mostra quindi di considerare Roberto Sanseverino un uomo d’arme abbastanza prestigioso da poter trovare rapidamente un nuovo committente, in Italia o fuori dalla penisola.

Il timore espresso nella lettera non riguarda soltanto il destino personale del condottiero, ma le conseguenze che un suo passaggio a un altro schieramento avrebbe potuto produrre sugli equilibri politici italiani.

La prudenza politica del Magnifico

Lorenzo conclude il ragionamento richiamando la mutevolezza della situazione politica:

«Et debbasi per gli huomini prudenti credere che le cose ogni dì possino havere mutatione, secondo la consuetudine della fortuna delle cose humane.»

È un passaggio che sintetizza bene la logica diplomatica del Quattrocento: alleanze, condotte e rapporti personali potevano mutare rapidamente, e privarsi completamente di un capitano esperto significava rischiare di ritrovarselo poco dopo al servizio di un avversario.

Lorenzo de’ Medici e Roberto Sanseverino

La lettera documenta quindi la considerazione di cui Roberto godeva presso Lorenzo de’ Medici.

Più che una semplice difesa personale, l’intervento del Magnifico appare come una valutazione politica: mantenere aperta una possibilità di accordo con Sanseverino poteva essere preferibile a spingerlo definitivamente verso un’altra potenza.

I rapporti tra Lorenzo e Roberto Sanseverino e il ruolo del condottiero nella crisi politica milanese sono approfonditi nel volume Roberto Sanseverino. Condottiero del Rinascimento italiano tra arte militare e politica di Eugenio Larosa.

Altri documenti e testimonianze sono disponibili nella sezione Documenti e fonti storiche .

Fonte

Lettere di Lorenzo de’ Medici, vol. II, 1474-1478, a cura di Riccardo Fubini, Giunti, Firenze, 1977.

* Nel passo, “loro” si riferisce ai duchi di Milano.

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