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Ludovico "il Moro" Sforza Duca di Milano


Roberto Sanseverino e Ludovico "il Moro" Sforza Duca di Milano

Ludovico "il Moro" Sforza Duca di Milano

Roberto Sanseverino nella sua vita ha condiviso la sua fortuna e sfortuna con molti dei più famosi personaggi del ‘400 italiano tra questi il cugino Ludovico Sforza, secondogenito del duca di Milano, Francesco Sforza

Uno dei personaggi che trovate nel libro “Roberto Sanseverino condottiero del rinascimento italiano tra arte militare e politica” a cui non ho potuto dedicare una descrizione biografica che ho invece deciso di riproporvi su questo sito in versione compatta.

Fin bambino ricevette l'epiteto di Moro a causa della sua carnagione scura e dei capelli neri. Cresciuto alla corte raffinata del padre, rimase, dopo la morte del padre nel 1466, al servizio del nuovo sovrano, il fratello maggiore Galeazzo Maria.

Quando però Galeazzo fu assassinato, nel 1476, lasciando il ducato al figlio di sette anni, Gian Galeazzo, sotto la supervisione della Bona di Savoia, Ludovico rivelò per primo la sua sete di potere, tramando per ottenere la reggenza. 

Il complotto fallì e Ludovico fu esiliato ma alla fine, dopo una vera e propria campagna militare condotta insieme al Sanseverino, ottenne una riconciliazione con Bona. In un secondo tempo, costrinse Bona a lasciare Milano e assunse la reggenza per suo nipote.

La sua fu una “politica dell'equilibrio”, con la quale manteneva un equilibrio precario tra i maggiori stati italiani. Approfittando della rivalità tra questi stati, stabilì la supremazia di Milano. Diffidando di Venezia, rimase in buoni rapporti con Firenze e il suo sovrano dei Medici, Lorenzo il Magnifico. Si assicurò utili alleanze con Ferdinando I, re di Napoli, la cui nipote Isabella andò in sposa nel 1489 con Gian Galeazzo, e con il papa Alessandro VI dei Borgia, per influenza del fratello di Ludovico, Ascanio, che era cardinale. Nel 1491 Ludovico sposò Beatrice d'Este, la bella e colta figlia del duca di Ferrara. Il matrimonio si rivelò insolitamente armonioso, nonostante le amanti di Ludovico, e Beatrice gli diede due figli, Massimiliano e Francesco, entrambi poi diventati duchi di Milano.

Con sontuoso ma illuminato mecenatismo di artisti e letterati, Ludovico fece della corte di Milano la più splendida non solo d' Italia ma d'Europa. Leonardo da Vinci e l'architetto Donato Bramante furono tra i tanti artisti, poeti e musicisti che si riunirono a Milano. Ludovico sponsorizzò vasti lavori di ingegneria civile e militare, come canali e fortificazioni. 

Risentiti dallo splendore della corte di Ludovico e Beatrice, Gian Galeazzo, legittimo sovrano di Milano, e sua moglie Isabella lasciarono Milano per fondare un'altra corte a Pavia. Isabella era più indignata per la flagrante usurpazione dei poteri ducali da parte di Ludovico di quanto lo fosse suo marito, e fece appello a suo nonno, Ferdinando I, che intervenne nel 1492, ordinando a Ludovico di cedere il controllo del ducato a Isabella e Gian Galeazzo.

Ludovico rifiutò e, temendo una guerra con Napoli , si alleò con due sovrani stranieri , l'imperatore Massimiliano I e re Carlo VIII di Francia . Per un'ingente somma di denaro Massimiliano non solo concesse a Ludovico il titolo di duca di Milano nel 1494, legittimandone l'usurpazione, ma sposò anche Bianca Maria, sorella di Gian Galeazzo. Carlo VIII, che meditava di strappare a Ferdinando il regno di Napoli, ricevette la promessa di aiuto di Ludovico.

La campagna di Carlo VIII per la conquista di Napoli nel 1494-95 gettò nella confusione l'intera Italia e finì per allarmare anche lo stesso Ludovico. Si unì alla lega guidata da Venezia, che, nonostante i primi successi di Carlo, lo espulse presto dall'Italia. Ludovico fu l'ultimo vincitore in questa vicenda, ottenendo per un certo tempo la massima sicurezza e un potere quasi illimitato; sia Gian Galeazzo che Ferdinando morirono nel 1494, e lo stesso Carlo VIII ben presto si riconciliò con lui. Si dice che Ludovico abbia detto all'epoca che Papa Alessandro era suo cappellano, l'imperatore Massimiliano suo generale, la Signoria di Venezia governante suo ciambellano e Carlo VIII suo corriere. L' illusione, però, durò poco.

Carlo VIII morì nel 1498 e gli successe Luigi XII, discendente del primo duca di Milano. Luigi rivendicò il ducato e, con l'appoggio di Venezia e di una popolazione milanese oppressa dalla tassazione, lo conquistò rapidamente. Quando i milanesi si erano a loro volta stancati del dominio di Luigi, Ludovico, rifugiatosi presso Massimiliano, cercò di riprendere Milano con mercenari tedeschi e svizzeri. Le sue truppe svizzere, tuttavia, si rifiutarono di combattere per lui in una battaglia cruciale, e nell'aprile del 1500 Ludovico fu catturato dai francesi mentre tentava la fuga, travestito da svizzero. La sua caduta fu celebrata in tutta Italia. 

Fu imprigionato nel castello di Loches in Touraine, dal quale cercò invano di fuggire. Vi morì nel maggio 1508.

Testo Eugenio Larosa

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