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Elmetto ritenuto del Sanseverino

 



Nel XV secolo, l'elmetto rappresentava sicuramente tra la più caratteristica protezione in uso tra i cavalieri italiani.
Questa protezione, che avvolgeva completamente la testa, era composta da una calotta con un rinforzo separato sulla fronte, paragnatidi aderenti fissati ai lati e una visiera. L'elmetto veniva spesso indossato insieme a una difesa facciale aggiuntiva chiamata 'baviera', che aveva il compito di rinforzare la protezione della parte inferiore del volto e il collo, impedendo alla visiera di aprirsi in risposta a colpi nemici. La baviera veniva fissata attorno all'elmetto e si chiudeva nella parte posteriore. Sul retro dell’elmetto alla base della calotta era presente una rotella più o meno sporgente, si pensa che la sua funzione fosse quella di proteggere le cinghie di fissaggio della baviera e la chiusura dei paragnatidi presenti nella parte posteriore.

L'elmetto era un elemento dell'equipaggiamento dei cavalieri italiani  talmente iconico che in alcuni documenti dell'epoca, le unità di cavalleria venivano identificate con il termine di 'elmetti'.

Di seguito alcune immagini di un elmetto attribuito a Roberto Sanseverino, conservato presso il Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo (inv. VI 11) a Roma.

Provenienza: duomo di Trento, poi depositi del Gioco del Ponte di Pisa.
Si trovava probabilmente sopra la sepoltura del condottiero nel duomo di Trento fino ai primi decenni del "900", poi confluito nei depositi del Gioco del Ponte di Pisa ed infine riconosciutane l'importanza assegnato al Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo, Roma.

Le foto sono dell'autore e provengono dall'esposizione dell'elmo durante la mostra "Armi e Potere nell'Europa del Rinascimento" tenutasi a Roma presso Palazzo Venezia (26 luglio 2018 - 27 gennaio 2019).

Ideata e prodotta dal Polo Museale del Lazio sotto la direzione di Edith Gabrielli e in collaborazione con il Polo Museale dell’Emilia Romagna, la mostra "Armi e Potere nell'Europa del Rinascimento" è stata curata da Mario Scalini, comprendeva oltre 160 pezzi tra armature intere, armi da difesa e da offesa, armi da fuoco, elmetti, spade, corsaletti, balestre e schinieri, esposti tra Palazzo Venezia e Castel Sant’Angelo.

 

 

 

 

 




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