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Alessandro Sforza condottiero e signore di Pesaro

 Alessandro Sforza condottiero e signore di Pesaro

Alessandro Sforza 1409-1473

Roberto Sanseverino un pò per irruenza giovanile, un pò per voglia di visibilità si scontrò diverse volte con lo zio Alessandro al cui servizio era stato posto da Francesco Sforza e che trovò anche come avversario sui cami di battaglia, come finì ? Scopritelo leggendo il libro  “Roberto Sanseverino condottiero del rinascimento italiano tra arte militare e politica”. Intanto con questo articolo mi permetto di proporvi una biografia "compatta" di questo importante Signore e condottiero.

Figlio illegittimo di Muzio Attendolo Sforza e Lucia di Torsciano, nacque a Cotignola nel 1409, il minore dei figli che Muzio ebbe dall'amante.

Trascorse la sua educazione tra Napoli e Ferrara, alla morte del padre, ormai quindicenne, si riunì al fratello maggiore Francesco nella conquista della Marca di Ancona di cui assunse l'incarico di difenderla e il titolo di vicemarchese (1433).

Continuò a svolgere l’attività militare a fianco del fratello distinguendosi presso Camerino dove trovò la morte Niccolò Fortebraccio (1435), partecipò poi a tutte le guerre della Marca e del regno. 

Nel 1444 sposò Costanza da Varano, figlia di Piergentile signore di Camerino e di Elisabetta Malatesta, unica figlia di Galeazzo Malatesta signore di Pesaro, ricevendo il governo della città in parte come dote e in parte dietro corresponsione di una somma di 11.000 fiorini da parte del fratello Francesco.

 Lo Sforza ne prese possesso nel 1445 difendendola dalle ambizioni di conquista del signore di Rimini, Sigismondo Pandolfo Malatesta.

Il 23 luglio 1447 ottenne da papa Niccolò V l'investitura come vicario papale con diritto ereditario. Nello stesso anno la moglie Costanza morì poco dopo aver dato alla luce Costanzo, primogenito di Alessandro.

Nel 1448 sposò in seconde nozze Sveva da Montefeltro, sorella di Federico da Montefeltro.

Nonostante il governo di Pesaro continuò a vivere quasi sempre in armi al fianco del fratello Francesco. Ebbe parte nella vittoria di Caravaggio e costrinse Parma alla resa, nel 1450 fu al fianco del fratello nell’insediamento a duca di Milano.

Nel 1457 ottenne una condotta di sei mesi i agli stipendi di Carlo VII rientrando a Milano al suo termine e riappacificandosi con il fratello.

Nel 1460 fu al comando delle truppe sforzesche nella campagna militare a difesa di Ferrante di Aragona contro Giovanni d'Angiò e Iacopo Piccinino. Dopo un inizio sfortunato fu artefice della resa del Piccinino (1463) dopo la vittoriosa campagna in Abruzzo, ottenendo dal re il titolo dì Gran Contestabile e luogotenente generale del regno. Nel 1464 ricevette dal papa il vicariato di Gradara. 

Dopo la morte del fratello partecipò nel 1467 all'impresa del Colleoni a supporto dei fuoriusciti fiorentini scontrandosi con il nipote Galeazzo, novello duca di Milano.

Ottenne il titolo di luogotenente ducale nel 1470 dopo essersi riconciliato con il nipote.

Morì il 3 aprile 1473, all'osteria della Fossa nel Ferrarese a causa di una crisi respiratoria. Il corpo fu seppellito nella chiesa di S. Giovanni Battista a Pesaro.

Il figlio legittimo Costanzo ereditò i titoli e possedimenti del padre

Alessandro Sforza oltre che valoroso condottiero viene ricordato anche come uomo colto, mecenate di artisti e letterati. A Pesaro lasciò il suo segno ristrutturando e rafforzando la cinta muraria, ricostruendo la chiesa dei minori osservanti, erigendo il nuovo palazzo di città e la villa extraurbana dell'Imperiale.

Così come altri signori dell’epoca raccolse nella sua libreria testi provenienti da tutta Italia e dall’estero, dispersa dopo l’espulsione da Pesaro di Giovanni Sforza ad opera di Cesare Borgia.

Testo Eugenio Larosa

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