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Costanzo Sforza signore di Pesaro e condottiero

Costanzo Sforza, signore di Pesaro e condottiero

Costanzo Sforza, nato a Pesaro il 5 luglio 1447, era figlio di Alessandro Sforza e Costanza da Varano. Appartenne al ramo pesarese della famiglia Sforza e affiancò all’attività di governo una lunga carriera militare.

La formazione tra Pesaro, Urbino e Milano

Rimasto orfano di madre pochi giorni dopo la nascita, Costanzo crebbe inizialmente nell’ambiente della corte pesarese.

Durante i disordini e la peste che colpirono l’area tra il 1462 e il 1463, fu allontanato da Pesaro e soggiornò a Urbino presso la sorella Battista, moglie di Federico da Montefeltro.

Nel 1463 partecipò alle prime operazioni militari contro Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini.

L’anno seguente venne inviato a Milano alla corte dello zio Francesco Sforza, dove frequentò anche il futuro duca Galeazzo Maria Sforza.

La prima condotta e la Battaglia della Molinella

Nel 1467 Costanzo entrò al servizio della Repubblica di Venezia.

Questa esperienza lo portò a partecipare alla Battaglia della Molinella o Riccardina , combattuta il 25 luglio dello stesso anno.

In quella occasione Costanzo si trovò nello schieramento legato a Bartolomeo Colleoni, mentre il cugino Roberto Sanseverino combatteva nella coalizione avversaria.

Costanzo venne catturato nel corso delle operazioni e successivamente liberato.

Signore di Pesaro

Alla morte del padre Alessandro, avvenuta il 3 aprile 1473, Costanzo gli succedette nella signoria di Pesaro.

Papa Sisto IV ne confermò il vicariato di Pesaro, proseguendo il rapporto istituzionale che legava la famiglia Sforza alla Santa Sede.

Negli anni successivi Costanzo avviò anche importanti interventi sulla struttura difensiva della città. Nel 1474 iniziò la costruzione della fortificazione che avrebbe preso il nome di Rocca Costanza.

Il matrimonio con Camilla Marzano d’Aragona

Nel 1474 venne definito l’accordo matrimoniale con Camilla Marzano d’Aragona, figlia del principe di Rossano e nipote di Ferdinando I d’Aragona.

Le nozze furono celebrate solennemente a Pesaro nel maggio del 1475 e contribuirono a rafforzare i legami politici di Costanzo con il Regno di Napoli.

In seguito al matrimonio Costanzo assunse anche il cognome d’Aragona.

Tra il papato, Milano e Napoli

Come molti condottieri del Quattrocento, Costanzo costruì la propria posizione attraverso una rete di condotte e rapporti politici che coinvolgevano più Stati.

Le relazioni con il papato, Milano, Firenze e Napoli non furono sempre stabili e il signore di Pesaro dovette conciliare la difesa della propria autonomia con le esigenze dei diversi committenti militari.

Costanzo Sforza e Roberto Sanseverino

I percorsi di Costanzo e Roberto Sanseverino si incrociarono più volte.

Erano legati da rapporti familiari, ma il sistema delle condotte li portò frequentemente a trovarsi su fronti differenti.

La Battaglia della Molinella costituisce uno dei primi esempi, ma il rapporto assunse particolare importanza anche durante la crisi milanese degli anni successivi.

Nel 1482 Costanzo fu coinvolto nei tentativi di contenere l’opposizione di Roberto Sanseverino alla corte sforzesca, in un momento nel quale i rapporti tra il condottiero e Milano erano ormai profondamente deteriorati.

La Guerra di Ferrara

Costanzo partecipò anche alla Guerra di Ferrara del 1482-1484, uno dei principali conflitti italiani della seconda metà del Quattrocento.

In questa fase i suoi rapporti con le diverse potenze italiane continuarono a mutare. Insoddisfatto anche per questioni legate alle condotte e ai pagamenti, avviò infine trattative con Venezia.

Il passaggio al servizio veneziano provocò una nuova scomunica da parte di Sisto IV.

La morte

Costanzo Sforza morì improvvisamente il 19 luglio 1483, mentre stava predisponendo le proprie forze per il servizio della Repubblica di Venezia.

Le fonti registrarono anche sospetti di avvelenamento, senza che sia possibile stabilire con certezza la causa della morte.

A causa della scomunica, la sepoltura incontrò difficoltà e avvenne soltanto il 15 settembre 1483 nella chiesa di San Giovanni Battista a Pesaro, dopo l’intervento di Pandolfo Collenuccio presso il pontefice.

La successione

Costanzo non lasciò figli legittimi sopravvissuti. Dalla relazione con Fiore Boni erano nati Giovanni e Galeazzo Sforza.

Alla morte del padre Giovanni non risultava ancora legittimato e la successione alla signoria di Pesaro richiese una complessa trattativa politica. L’investitura pontificia venne infine concessa nel novembre del 1483.

Le vicende di Costanzo Sforza e il suo rapporto con Roberto Sanseverino sono approfonditi nel volume Roberto Sanseverino. Condottiero del Rinascimento italiano tra arte militare e politica di Eugenio Larosa.

Altri profili biografici sono disponibili nella sezione Personaggi , mentre ulteriori materiali sono raccolti tra i Documenti e fonti storiche .

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