Bartolomeo Colleoni condottiero tra Milano e Venezia
«Bartolomeo Colleoni per singolare privilegio di natura, sopra tutti i capitani de' suoi tempi, di tutte le cose ad avvenire possibili, la prudenza ebbe sempre fida rivelatrice ed interprete.»
Bartolomeo Colleoni fu uno dei principali condottieri del Quattrocento e una figura importante anche nella formazione militare di Roberto Sanseverino.
Il giovane Sanseverino militò infatti al seguito del Colleoni quando quest’ultimo era legato a Francesco Sforza. Anni dopo i due si ritrovarono invece su fronti contrapposti nella Battaglia della Molinella del 1467.
La figura di Colleoni ricorre nelle vicende raccontate nel volume Roberto Sanseverino. Condottiero del Rinascimento italiano tra arte militare e politica , dove il suo percorso si intreccia più volte con quello del Sanseverino.
Le origini di Bartolomeo Colleoni
Bartolomeo Colleoni nacque nel 1395 a Solza, nel territorio bergamasco, da Paolo Colleoni e Riccadonna Valvassori.
La sua giovinezza fu segnata da forti tensioni familiari e politiche. Rimasto presto senza il padre, intraprese la carriera militare e si inserì progressivamente nel sistema delle compagnie di ventura.
La formazione militare
Iniziò il proprio percorso al servizio di Filippo Arcelli e successivamente entrò nelle file di Braccio da Montone.
In seguito combatté al servizio di Alfonso d’Aragona e fu legato anche all’ambiente degli Attendolo Sforza.
Nel corso degli anni Trenta operò sotto il comando di Erasmo da Narni, detto il Gattamelata, uno dei più importanti capitani al servizio di Venezia.
Tra Milano e Venezia
La carriera di Colleoni fu caratterizzata da frequenti passaggi tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia, secondo una dinamica comune ai grandi condottieri del Quattrocento.
Dopo un periodo difficile sotto Filippo Maria Visconti, durante il quale venne anche imprigionato, Colleoni tornò a svolgere un ruolo di primo piano nelle guerre dell’Italia settentrionale.
Ebbe inoltre rapporti militari con Francesco Sforza, prima che quest’ultimo diventasse duca di Milano.
Capitano generale di Venezia
Nel 1454 Venezia gli affidò il bastone del comando, riconoscendogli una posizione di primo piano nella difesa dei territori della Serenissima.
Per diversi anni Colleoni ebbe il compito di proteggere soprattutto il confine occidentale dello Stato veneziano, mantenendo sotto il proprio comando una consistente forza militare.
La Battaglia della Molinella
Dopo la morte di Francesco Sforza nel 1466, Colleoni tornò ad assumere un ruolo attivo nelle lotte politiche italiane.
Nel 1467 scese in Romagna sostenuto da signori locali e da fuoriusciti fiorentini, avvicinandosi progressivamente ai territori controllati da Firenze e dai suoi alleati.
Il confronto culminò nella Battaglia della Molinella o Riccardina , combattuta il 25 luglio 1467.
Sul campo si trovarono alcuni dei più importanti capitani del periodo, tra cui Federico da Montefeltro e Roberto Sanseverino.
L’esito dello scontro non determinò una vittoria decisiva e le operazioni militari proseguirono fino agli accordi di pace raggiunti l’anno successivo.
Il progetto borgognone
Nel 1471 si aprì per Colleoni la possibilità di entrare al servizio del duca di Borgogna con una condotta di grande valore economico.
Il progetto prevedeva un contratto pluriennale e avrebbe potuto portare il condottiero fuori dall’Italia, ma l’impresa non si concretizzò.
Gli ultimi anni
Bartolomeo Colleoni trascorse gli ultimi anni nella propria residenza di Malpaga e morì il 2 novembre 1475.
Non lasciò eredi maschi. Il suo patrimonio, i possedimenti e le disposizioni testamentarie contribuirono a perpetuarne la memoria anche dopo la morte.
Alla sua figura è legato il celebre monumento equestre realizzato da Andrea del Verrocchio a Venezia, divenuto una delle rappresentazioni più note del condottiero rinascimentale.
Bartolomeo Colleoni e Roberto Sanseverino
Il rapporto tra Colleoni e Roberto Sanseverino attraversò fasi differenti: dalla collaborazione negli anni giovanili del Sanseverino fino alla contrapposizione militare della Molinella.
La loro vicenda mostra bene la mobilità delle alleanze e la natura del sistema delle condotte, nel quale uomini che avevano combattuto insieme potevano ritrovarsi successivamente su fronti opposti.
Per approfondire il rapporto tra i due è possibile consultare il volume Roberto Sanseverino. Condottiero del Rinascimento italiano tra arte militare e politica di Eugenio Larosa.
Altri profili biografici sono disponibili nella sezione Personaggi , mentre ulteriori materiali sono raccolti tra i Documenti e fonti storiche .
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