Alfonso V re d'Aragona e di Napoli
Alfonso V d’Aragona, detto il Magnanimo, fu re d’Aragona dal 1416 e, dopo una lunga lotta per la successione napoletana, conquistò il Regno di Napoli nel 1442, dove regnò come Alfonso I.
La sua politica ebbe un peso diretto anche sulle vicende della famiglia Sanseverino e sulla prima fase della carriera di Roberto Sanseverino.
Roberto, infatti, combatté inizialmente al fianco dello zio Francesco Sforza anche contro gli Aragonesi e perse in quella fase parte dei feudi familiari nel Regno di Napoli. Soltanto negli anni successivi cercò di recuperarli.
Alfonso il Magnanimo
Alfonso nacque nel 1396 ed era figlio di Ferdinando d’Antequera, divenuto re d’Aragona nel 1412.
Alla morte del padre, nel 1416, Alfonso ereditò i regni della Corona d’Aragona, comprendenti Aragona, Valencia, Maiorca, Sardegna e Sicilia, oltre alla contea di Barcellona.
Nel 1415 aveva sposato Maria di Castiglia. Il matrimonio non produsse eredi, mentre Alfonso ebbe diversi figli naturali, tra cui Ferdinando, il futuro Ferrante re di Napoli.
La successione al Regno di Napoli
Nel 1421 Alfonso venne chiamato in Italia da Giovanna II di Napoli, che lo adottò per contrapporlo al pretendente angioino Luigi III d’Angiò.
Il rapporto con la regina si deteriorò rapidamente e Alfonso fu costretto a lasciare il Regno nel 1423.
Dopo la morte di Giovanna II nel 1435, la successione riaprì il conflitto tra Aragonesi e Angioini, questa volta rappresentati da Renato d’Angiò.
La battaglia di Ponza
Il 5 agosto 1435 la flotta aragonese venne sconfitta dai Genovesi presso l’isola di Ponza.
Alfonso fu catturato insieme ai fratelli Giovanni ed Enrico e consegnato al duca di Milano Filippo Maria Visconti.
L’episodio ebbe però un esito inatteso. Il duca di Milano mutò schieramento e concluse con Alfonso un accordo che ne favorì la liberazione e la prosecuzione della guerra nel Mezzogiorno.
La conquista di Napoli
Dopo anni di guerra, Alfonso riuscì progressivamente a estendere il proprio controllo sul Regno.
Nel 1442 conquistò Napoli, ponendo fine alla resistenza angioina. L’anno successivo ottenne anche l’investitura pontificia del Regno.
Napoli e la corte aragonese
Dopo la conquista, Alfonso stabilì a Napoli il centro principale della propria attività politica.
La corte divenne un importante luogo di incontro per umanisti, artisti, diplomatici e uomini d’arme. Il sovrano sostenne attività culturali e artistiche che contribuirono allo sviluppo della cultura rinascimentale nel Regno.
Tra le figure legate agli ultimi anni della sua vita vi fu anche Lucrezia d’Alagno, con la quale il re ebbe una nota relazione.
Alfonso V e Francesco Sforza
I rapporti tra Alfonso e Francesco Sforza furono tutt’altro che lineari.
Negli anni Quaranta il sovrano aragonese si trovò più volte in contrasto con lo Sforza, soprattutto per gli equilibri politici dell’Italia centrale e per la successione al Ducato di Milano.
Soltanto dopo la Pace di Lodi del 1454 i rapporti tra Napoli e Milano si stabilizzarono progressivamente. Alfonso aderì alla Lega italica nel 1455 e negli ultimi anni si avvicinò politicamente agli Sforza.
Alfonso V e Roberto Sanseverino
Il rapporto tra Alfonso e Roberto Sanseverino fu condizionato soprattutto dalla posizione di Roberto all’interno dell’orbita sforzesca.
Nella prima parte della propria carriera Sanseverino combatté infatti sotto gli ordini dello zio Francesco Sforza anche contro gli Aragonesi, perdendo i propri feudi nel Regno di Napoli.
Nel 1457 Roberto tornò nel Regno nel tentativo di recuperare parte dei possedimenti paterni.
Riuscì a ottenere Corleto Monforte e alcuni casali, ma non la contea di Caiazzo, che Alfonso aveva nel frattempo assegnato a Lucrezia d’Alagno.
La permanenza nel Regno fu inoltre segnata da una grave malattia. Il voto pronunciato in quella circostanza sarebbe stato probabilmente all’origine del successivo pellegrinaggio in Terra Santa del 1458.
La politica mediterranea
Alfonso mantenne per tutta la vita una forte attenzione verso il Mediterraneo.
Sostenne la resistenza di Giorgio Castriota Scanderbeg nei Balcani, mantenne rapporti con diversi Stati mediterranei e progettò iniziative contro l’espansione ottomana.
La morte e la successione
Alfonso V morì a Napoli il 27 giugno 1458.
Alla sua morte i domini della Corona d’Aragona e il Regno di Napoli seguirono due linee di successione differenti.
Il Regno di Napoli passò al figlio naturale Ferdinando I d’Aragona, detto Ferrante, mentre gli altri domini aragonesi passarono al fratello Giovanni II.
Proprio con l’avvento di Ferrante si aprì una nuova fase nella carriera di Roberto Sanseverino, che avrebbe combattuto in sostegno del nuovo re durante la guerra contro i baroni ribelli.
Altri profili biografici sono disponibili nella sezione Personaggi , mentre ulteriori materiali relativi alla carriera di Roberto Sanseverino sono raccolti tra i Documenti e fonti storiche .
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