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Galeazzo Maria Sforza duca di Milano

 Galeazzo Maria Sforza duca di Milano


Galeazzo Maria Sforza Duca di Milano

Galeazzo Maria Sforza era cugino di Roberto Sanseverino con cui ha avuto sempre un rapporto di amicizia e rispetto nonostante le tante incomprensioni dovute alla politica del duca e al carattere del condottiero, ma vi invito a saperne di più acquistando il libro “Roberto Sanseverino condottiero del rinascimento italiano tra arte militare e politica”. Di seguito mi permetto di introdurre la figura di Galeazzo Maria Sforza attraverso una veloce biografia.

Galeazzo Maria Sforza nacque a Fermo, nelle Marche, il 24 gennaio 1444, primogenito di Francesco I Sforza e di Bianca Maria Visconti. 

Il Duca aveva un forte attaccamento nei confronti di Galeazzo, pretendendo per lui un’educazione di primo livello in tutte le arti sotto la supervisione dalla madre Bianca Maria.

Alla morte di suo padre nel 1466, era in Francia al comando delle forze ducali contro Carlo il Temerario di Borgogna come alleato del re Luigi XI di Francia, e dovette rientrare a Milano per succedere al padre. 

Galeazzo si ritrovava così a 22 anni Duca di Milano, uno degli stati più influenti d’Italia, per prima cosa riconfermò il segretario del padre, l’astuto e capace Francesco Simonetta, detto Cicco.

Si dimostrò subito padrone del nuovo ruolo, spesso insofferente ai consigli della madre Bianca Maria per quale aveva un rancore crescente al punto che qualcuno pensò che fu lo stesso figlio ad avvelenarla.

Si trasferì con la Corte nel castello di Porta Giova ed iniziò una vita fatta di lusso e di magnificenza.

Gli mancava però una moglie per adempiere completamente ai suoi doveri di uomo di Stato e nonostante la contrarietà dei Savoia convinti dall'insistenza del re di Francia, nel 1468 il fratello di Galeazzo, Tristano, si recò nel castello di Amboise per sposare, su procura, la giovane Bona.

Galeazzo Maria ebbe da Bona di Savoia quattro figli: Gian Galeazzo, che sarebbe diventato il sesto Duca di Milano, Bianca Maria, che sarebbe andata in sposa a Massimiliano d’Austria, Anna, che avrebbe sposato il Duca di Ferrara Alfonso d’Este ed Ippolita, che sarebbe divenuta moglie di Alessandro Bentivoglio.

Nonostante questo Galeazzo, come anche il padre, era un donnaiolo anche se il giovane duca era conosciuto per la sua crudeltà e sadismo.

Tra le sue preferite Lucrezia Landriani, moglie del conte Gian Piero Landriani, fidato amico e cortigiano della corte ducale di Milano, dalla quale ebbe tre figli, Carlo, Caterina, Alessandro e Chiara.

Tra questi solo Caterina si distinse andando sposa a Girolamo Riario e governando poi sulle città di Forlì e Imola.

Il 26 dicembre 1476, il giorno di Santo Stefano, lo Sforza fu assassinato in chiesa, Giovanni Andrea Lampugnani si inginocchiò per baciargli l'anello, colse l’occasione per estrarre un coltello dallo stivale e pugnalarlo all'addome, un altro congiurato Gerolamo Olgiati lo finì con un'altra pugnalata.

Testo Eugenio Larosa

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