Lettera del 18 Luglio 1478: Lorenzo e la Difesa di Genova contro Sanseverino
Nella lettera del 18 luglio 1478, il tono di Lorenzo de’ Medici appare più preoccupato del consueto.
Il piano del re di Napoli sta prendendo forma e le truppe di Roberto Sanseverino, ormai in movimento, si preparano ad attaccare il presidio milanese di Genova nel Castelletto.
Le preoccupazioni di Lorenzo de’ Medici
Lorenzo riconosce che la partenza del Sanseverino non costituisce un evento del tutto inatteso, ma considera la situazione abbastanza grave da richiedere nuove misure e maggiore prudenza.
«Ho inteso con dispiacere la partenza del Signor Ruberto d’Asti, benché si poteva pensare qualche simile effetto di lui insino dal principio di queste cose. Bisogna tanto più pensare a’ rimedii nostri: perché pare che la fortuna faccia che tutti i pensieri degli avversari rieschino e nessuno de’ nostri.»
Nelle parole di Lorenzo emerge la sensazione che l’iniziativa sia momentaneamente nelle mani degli avversari. Il problema non riguarda soltanto Genova, ma il rischio che un’eccessiva esposizione nella città possa mettere in difficoltà anche altri territori dello Stato.
Genova e il ruolo di Roberto Sanseverino
La presenza di Roberto Sanseverino assume quindi un peso che va oltre la semplice dimensione militare. Il suo movimento verso Genova si inserisce in un quadro più ampio di alleanze, rivalità e pressioni che coinvolgono Milano, Napoli, Firenze e la stessa città ligure.
La lettera documenta bene la percezione che gli altri protagonisti politici del tempo avevano del condottiero: non soltanto comandante militare, ma figura capace di incidere sugli equilibri tra gli Stati italiani.
L’episodio si inserisce nella più ampia vicenda politica e militare di Roberto Sanseverino d’Aragona ed è collegato agli altri documenti e fonti storiche raccolti nel sito.
Per approfondire i protagonisti di questa fase è disponibile anche la sezione dedicata ai personaggi legati a Roberto Sanseverino .
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